La Cantina

L'azienda ha le sue radici nei primi decenni del '900 quando Giuseppe e Domenica, proprietari a Montà di un paio di ettari di vigneto ed alcuni terreni adibiti a seminativo, grazie alla loro dedizione al lavoro ed alla loro straordinaria forza d'animo, riuscivano a tirare avanti coltivando la terra e a crescere i loro cinque figli. In quel tempo i prodotti esprimevano la semplicità della società e delle persone che ne facevano parte: il lavoro era svolto nel pieno rispetto della natura da cui si coglievano i frutti che venivano lavorati senza stravolgerne artificialmente le caratteristiche e mantenendo le peculiarità del territorio Piemontese.

Questa filosofia è la stessa che la famiglia Botto ha voluto mantenere inalterata nel tempo, nonostante la continua evoluzione e la tecnologia che cambia in maniera repentina. La storia prosegue con Paolo, uno dei cinque figli di Giuseppe che fin da ragazzo aiuta la famiglia mantenendo inalterata l'idea del padre e continua con passione e sacrificio a lavorare la sua terra, anche una volta sposato con Elena. Dalla loro unione nascono due figli, Luciano e Roberto i quali, insieme con papà Paolo, dal 2000 contribuiscono a portare un cambiamento a livello commerciale e qualitativo che ha permesso di vendere anche all'estero.

Luciano, laureato in viticoltura ed Enologia presso l'Università di Torino, è l'enologo dell'azienda, la mente pensante alla quale i componenti dell'azienda fanno affidamento. E' lui che si occupa di impartire le linee guida dei procedimenti chiave per la realizzazione dei prodotti, dalle lavorazioni nei vigneti alla vinificazione.

Roberto, il più giovane, diplomato alla scuola Enologica di Alba, si occupa principalmente del contatto con la rete di vendita.

La piccola cantina a conduzione famigliare vinifica uve di esclusiva produzione aziendale. Il patrimonio dell'uva è valorizzato da una vinificazione semplice che esalti le peculiarità del prodotto senza artifici e sofisticazioni. In particolare l'utilizzo di tecniche di vinificazione a freddo esalta i colori e i profumi presenti nelle uve arneis, bouquet che il consumatore ritrova poi piacevolmente nel bicchiere. La permanenza in barrique di legno e il lento susseguirsi delle stagioni invece armonizzano la struttura del Roero.